Imparare a condividere è una delle prime grandi sfide del percorso educativo di un bambino. Non si tratta solo di dare in prestito un gioco o dividere una merenda: condividere significa sviluppare empatia, rispetto per gli altri e capacità di cooperazione. Queste competenze sociali sono fondamentali non solo nell’infanzia, ma anche per la vita adulta, in cui il lavoro di squadra e le relazioni sane sono indispensabili. Tuttavia, non è sempre un processo naturale: molti bambini faticano a separarsi dai propri oggetti, perché percepiscono il possesso come parte della loro identità. Per questo motivo, i genitori e gli educatori giocano un ruolo centrale nell’aiutare i piccoli a comprendere il valore della condivisione.
Capire le difficoltà dei bambini
Prima di introdurre strategie pratiche, è importante ricordare che il bambino, soprattutto tra i 2 e i 4 anni, vive una fase egocentrica: fatica a vedere le cose dal punto di vista degli altri e tende a considerare “mio” ogni oggetto. Non bisogna interpretare questa resistenza come un difetto, ma come una tappa evolutiva. Il compito dell’adulto è quello di accompagnare il bambino con pazienza, dando l’esempio e creando occasioni per sperimentare la gioia della condivisione.
Strategie pratiche per insegnare a condividere
1. Dare il buon esempio
I bambini imparano più dall’osservazione che dalle parole. Se vedono i genitori e gli adulti intorno a loro condividere spontaneamente, saranno portati a imitarli. Anche piccoli gesti quotidiani, come dividere il cibo a tavola o prestare un oggetto a un amico, sono lezioni preziose.
2. Usare il gioco simbolico
Il gioco è lo strumento più efficace per educare. Attività come il “gioco delle costruzioni” o le finte cucine invitano i bambini a collaborare e a scambiarsi materiali. In questo contesto, l’adulto può guidare, incoraggiando frasi come: “Perché non presti una tazza al tuo amico così può cucinare anche lui?”.
3. Leggere storie a tema
I libri per l’infanzia sono ricchi di racconti in cui i personaggi affrontano situazioni di condivisione e collaborazione. Attraverso la narrazione, i bambini si immedesimano nei protagonisti e comprendono le conseguenze positive del condividere.
4. Creare regole chiare e semplici
Stabilire regole di gruppo, ad esempio “si gioca a turno” o “se uno ha finito, passa il gioco all’altro”, aiuta i bambini a capire che la condivisione è una norma sociale. Le regole devono essere brevi, coerenti e ripetute spesso.
5. Rinforzare i comportamenti positivi
Quando un bambino condivide spontaneamente, è importante riconoscere il gesto con parole di apprezzamento: “Bravo, hai fatto felice il tuo amico prestando il gioco!”. Questo rinforzo positivo consolida il comportamento.
6. Usare la tecnica del tempo limitato
Se due bambini desiderano lo stesso oggetto, l’adulto può proporre un tempo prestabilito per ciascuno, utilizzando anche una clessidra o un timer. Questo insegna non solo a condividere, ma anche a rispettare il concetto di turno.
7. Coinvolgere nelle attività di gruppo
Esperienze come cucinare insieme, fare lavoretti manuali o partecipare a giochi di squadra sviluppano il senso di appartenenza e insegnano che condividere risorse e responsabilità porta a un risultato più gratificante.
L’importanza della pazienza
Insegnare a condividere richiede tempo. Ci saranno momenti di resistenza, litigi e frustrazioni. È fondamentale che l’adulto mantenga la calma, senza punire in modo eccessivo, ma accompagnando il bambino con fermezza e comprensione. La condivisione deve essere vissuta non come un’imposizione, ma come un’opportunità per creare legami.
Condividere non significa solo cedere un oggetto, ma imparare a rispettare gli altri e costruire relazioni sane. Attraverso l’esempio, il gioco e la pazienza, i bambini possono scoprire il piacere della collaborazione e crescere con una maggiore apertura verso il prossimo. Insegnare questa abilità sin dai primi anni di vita getta le basi per un futuro fatto di empatia, solidarietà e armonia.
| Età del bambino | Caratteristiche principali | Strategie consigliate |
|---|---|---|
| 2 – 3 anni | Fase egocentrica, forte attaccamento agli oggetti. Condivisione quasi assente. | – Non forzare la condivisione, ma proporre giochi paralleli. – Dare il buon esempio con piccoli gesti quotidiani. – Leggere storie semplici sul “dare e ricevere”. |
| 3 – 4 anni | Inizia a capire il concetto di turno e le regole semplici. | – Introdurre giochi a turno (clessidra/timer). – Rinforzare con lodi i comportamenti di condivisione. – Usare il gioco simbolico per stimolare la collaborazione. |
| 4 – 5 anni | Cresce la capacità di immedesimazione e la voglia di giocare con gli altri. | – Attività di gruppo (costruzioni, lavoretti manuali). – Spiegare regole chiare: “quando finisci, passa all’altro”. – Mostrare il lato positivo del condividere (“così giochiamo tutti insieme”). |
| 5 – 6 anni | Maggiore empatia e consapevolezza sociale. Comprende cause ed effetti. | – Coinvolgere in attività cooperative (cucinare, giochi di squadra). – Stimolare riflessione: “Come si è sentito il tuo amico quando gli hai prestato il gioco?”. – Creare piccole responsabilità condivise. |
| 6+ anni | Capacità di comprendere regole complesse e pensare agli altri. | – Incoraggiare condivisione spontanea senza premi materiali. – Discutere il valore della collaborazione e del rispetto. – Introdurre giochi di squadra e attività solidali. |








